Nella stagione 2023 in Sicilia hanno nidificato 5 coppie di Capovaccaio Neophron percnopterus, producendo un totale di 7 giovani (dati di Andrea Cusmano Ernesto Maria Sabbioni, Andrea Cairone, Andrea La Mantia e Alessandro Gurreri); nel 2024 la situazione è ulteriormente peggiorata, alcune coppie non hanno prodotto giovani e si è verificato un evento molto grave nell’ unico sito presente in provincia di Agrigento.
Durante i sopralluoghi effettuati da alcuni dei collaboratori della Fondazione (Andrea Cusmano, Ernesto Maria Sabbioni e successivamente da Andrea Cairone) è stato accertato che un capovaccaio adulto era riverso morto davanti l’entrata del nido, che si trovava in una cengia di un’alta parete della montagna. Grazie alla collaborazione del Club Alpino Italiano e con l’assistenza dei Carabinieri Forestali di Palermo, è stato possibile con grandi difficoltà raggiungere il nido e recuperare le carcasse di uno dei genitori, di un pulcino di circa un mese e mezzo e di un altro pulcino più piccolo. Il materiale recuperato è stato consegnato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo ed è sotto sequestro da parte dei Carabinieri forestali del nucleo C.I.T.E.S. di Roma, per i possibili accertamenti necroscopici. Pertanto, non è possibile ancora divulgare la causa di mortalità di questi individui.
Da studi recentemente pubblicati, si denota che le principali cause di decremento della popolazione di Capovaccaio in Europa siano principalmente riconducibili ai seguenti fattori antropico-dipendenti:
- Elettrocuzione
- Bracconaggio
- Avvelenamento diretto/indiretto (rodenticidi; bocconi avvelenati destinati ad altre specie, quali volpi, cani randagi e corvidi; uso di lumachicidi; abuso di pesticidi, ecc).
- Saturnismo (contaminazione da piombo).
- Intossicazione da farmaci veterinari.
- Impatto con le pale delle torri eoliche.
- Perdita di habitat.
- Modifiche del paesaggio agro-silvo-pastorale (creazione di monoculture intensive ai danni del pascolo estensivo).
- Modifiche delle pratiche tradizionali di allevamento dei capi di bestiame.
La situazione della popolazione siciliana di Capovaccai ormai è al collasso, se non si prendono seri provvedimenti; tra i più importanti: 1) la liberazione di giovani nati in cattività in strutture qualificate per la riproduzione di questi rapaci; 2) aiuti alimentari (i cosiddetti carnai) soprattutto allo scopo di evitare che i Capovaccai intercettino bocconi avvelenati sparsi nel territorio; 3) un controllo delle ultime coppie nidificanti per tutto il periodo della riproduzione (marzo-agosto); 4) messa in sicurezza delle linee elettriche della media tensione in aree selezionate di ogni coppia nidificante, sia nelle zone interessate dalle principali rotte di migrazione di questa specie, che nelle poche aree note di svernamento note.
Ci piace ricordare che il rispetto e la tutela della biodiversità e dell’ambiente oggi si ritrovano nell’art. 9 della Costituzione ed è quindi un dovere costituzionale salvaguardare i tasselli che costituiscono l’insieme delle interazioni biologiche uniche di questa complessa rete che fa capo al concetto della biodiversità.
